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6° TRATTO: da S.ANDREA ad OTRANTO – La Grecìa Salentina

Dalla SS 611, all’incrocio Borgagne - S.Andrea, prendiamo in direzione Borgagne dove arriveremo in tutta tranquillità lasciandoci alle spalle il mare. Attraversato il centro di Borgagne svoltiamo in direzione Melendugno, in prossimità della quale dovremo attraversare con prudenza la circonvallazione.


Cinquecento metri dopo, eccoci all’incrocio semaforizzato dove proseguiremo diritti per Calimera, entrando così nel cuore della Grecìa Salentina, ma anche in uno dei territori in cui maggiormente si è conservata la testimonianza di una presenza umana che si perde ben oltre il neolitico.


Poco più di un chilometro dopo il semaforo, infatti, un cartello sulla destra ci indica la presenza del vicino dolmen Gurgulante e due chilometri dopo, questa volta sulla sinistra, un altro cartello praticamente invisibile indica la strada per il dolmen Placa, che si trova circa un chilometro all’interno.


Poiché questi dolmen non hanno l’imponenza di quelli della provincia di Bari, essendo molto più piccoli e bassi, guardiamo attentamente perché potrebbero sfuggirci.


Ritorniamo quindi, sulla strada per Calimera portandoci direttamente in P.za Municipio per svoltare prima, a destra, in direzione Lecce e poi, a sinistra, in direzione Martignano.


Ci arriveremo in due chilometri scalando (?!) i 90 metri delle omonime Serre ed attraversando, con prudenza, la provinciale Caprarica-Martano.


Superiamo Martignano seguendo le indicazioni per Sternatìa, favoriti da una dolce discesa lungo la quale incrocieremo la SS 16, senza doverla tuttavia attraversare. Al successivo incrocio prendiamo ovviamente a sinistra, per entrare in Sternatìa seguendo lo stradone che ci porterà fino al Municipio dalla bella facciata barocca. Continuiamo, quindi, a seguire lo stradone per imboccare sulla destra Via Drago, una piccola strada individuabile grazie ad un cartello pubblicitario “Ferramenta” posto al suo inizio, che ci condurrà davanti all’ingresso del cimitero.


Qui imbocchiamo la tranquilla stradina di campagna che la costeggia, per portarci a Zollino. Giunti a Zollino, costeggiando la variante aerea della SS 16, giriamo subito a destra verso la stazione.


Superati i binari un muto e plurimillenario menhir ci segnala un altrettanto antico quadrivio che imboccheremo sulla sinistra per portarci, costeggiando la ferrovia, sulla strada per Soleto subito dopo il passaggio a livello. Svoltiamo, quindi, a destra e procediamo fino al bivio per Corigliano. Ci porteremo così a Corigliano, costeggiando nell’ultimo tratto la ferrovia; al bivio per il cimitero continuiamo a destra per entrare in Corigliano da via Marcello, quindi, dopo il distributore Api, ancora diritto per Via Chiesa e Via Alighieri; giunti al Castello prendiamo a sinistra seguendo l’indicazione “Lecce-Maglie” e proseguiamo per Via Ferrovia fino all’incrocio per Via S. Leonardo. Imbocchiamo quest’ultima per procedere, superato lo spiazzo destinato al mercato del mercoledì, diritti per una stradina segnalata dall’indicazione “Lecce-Maglie” (l’indicazione è affissa su di un palo in c.a. per l’energia elettrica). Al successivo bivio (presso le ultime case) prendiamo a sinistra e, quindi, tiriamo dritto all’incrocio per Melpignano.


Giungiamo così ad un incrocio, caratterizzato dalla presenza di una casa isolata, dove svolteremo a sinistra (sulla destra si va verso una cava di pietra leccese), per svoltare poi a destra al successivo incrocio. Procediamo ancora diritto all’incrocio e finalmente imbocchiamo lo svincolo per Maglie. Lo seguiremo fino all’incrocio semaforizzato; procediamo quindi a destra per Via Lecce e, poi, per Via Roma per ritrovarci in Piazza Moro.

 

MAGLIE: Itinerario consigliato. Via Roma – Chiesa Matrice – S. Maria delle Grazie – Via De Giuseppe - Via Umberto I – Museo Paleontologico – Via Pisanelli – Via Ginnasio – P.za Moro – P.zo Capece – Via Trieste e Trento – Via Muro – Via Mad. Addolorata – Chiesa dell’Addolorata – Via Muro.

 

Da Piazza Moro prendiamo Via Trieste e Trento percorrendola fino all’incrocio con Via Muro, che imboccheremo sulla sinistra subito dopo la piazzetta sistemata a giardino. Solo tre chilometri e ci ritroveremo nel centro di Muro Leccese da dove proseguiremo in direzione di Sanarica (poco più di un chilometro); da qui, al bivio semaforizzato, prendiamo per Giuggianello, portandoci così nel cuore di una delle aree più interessanti del Salento.

 

GIUGGIANELLO: Itinerario consigliato. Pur essendo il più piccolo comune leccese, Giuggianello presenta la più alta ed estesa, temporalmente, concentrazione di testimonianze di quella che suole dirsi la “civiltà della pietra”. Menhir, dolmen, megaliti, grotte, tombe a tholos, pajaru, trappeti ipogei, capanne a lamia, cripte bizantine, specchie; tutte le espressioni di quella civiltà, nella sua evoluzione dal neolitico all’alto medioevo, sono presenti. Una panoramica completa e rapida si può averla percorrendo l’antica via rurale “Serravecchia” che porta a Quattromacine.

Appena fuori dell’abitato si può visitare, sulla destra, un trappeto ipogeo per immergersi poi, una volta sul pianoro della Serra, in un bosco di secolari ulivi costeggiato qua e là da specchie, pajaru e capanne a lamia, che ci condurranno davanti ai più enigmatici megaliti salentini: I Massi della Vecchia. “Furticiddhu e Lu lettu te la vecchia”, infatti, sono due levigatissimi monoliti che da sempre hanno scatenato la fantasia popolare che li ha visti come espressione delle forze magiche che governano gli eventi dell’agricoltura. Difficilmente la spiegazione ufficiale, che ne fa il risultato casuale dell’erosione, potrà soppiantare le spiegazioni leggendarie e fiabesche sorte su di essi, nonché il dubbio che nella loro conformazione abbia avuto parte la mano dell’uomo preistorico. Il bivio cui siamo giunti ci offre ora due interessanti alternative. Prendendo a sinistra potremo portarci alla Cripta di S. Giovanni, segno tangibile della cultura rupestre introdotta dai monaci bizantini, ancora viva nella festa patronale della “Focarrea” in onore di “S. Cristoforo piccinnu”. Alla grotta, scavata nella roccia tufacea, si accede attraverso un atrio-ingresso, che precede la grotta vera e propria a tre navate con soffitto piatto alto circa due metri.


Continuando sulla destra, superata la strada provinciale, si arriva al sito archeologico di Quattro Macine. Qui potremo ammirare in un sol colpo alcune delle più belle “pietre senza nome” di cui i territori di Giuggianello, Giurdignano e Minervino di Lecce sono molto ricchi; il maestoso menhir “Crocecaduta” con i suoi 4 metri di altezza e, qualche centinaio di metri oltre, il dolmen “Stabile” uno dei più belli e meglio conservati del Salento. Ma l’importanza archeologica di Quattro Macine va ben oltre il neolitico. Qui infatti sulle rovine di un antico insediamento dell’età del Bronzo (circa 2000 a.C.), testimoniato dalla presenza anche di tombe a tholos, è stato rinvenuto l’impianto di un esteso villaggio medioevale con due chiese e due necropoli, attivo fino al XV secolo. Ulteriori e più dettagliate informazioni possono assumersi presso il Centro di Cultura e di Ricerche Sociali “D. Pirtoli” in Piazza S. Cristoforo. Chi non volesse visitare le “Centoporte”, potrà imboccare subito Via Madonna del Rosario per portarsi, prendendo a sinistra, al successivo bivio sulla SS 16 ad un solo chilometro da Otranto.

 

Variante CALIMERA-MAGLIE


Per una escursione completa dei comuni della Grecìa Salentina da Calimera si potrà imboccare la provinciale per Martano, un lungo rettilineo di 6 Km, che ci porterà direttamente nel cuore del paese e di qui, seguendo sempre strade dritte come aste, in rapida successione, a Castrignano dei Greci, Melpignano, Cursi e quindi Maglie. Entreremo in città da Via De Viti De Marco per imboccare, passato il sottovia, Via De Giuseppe fino a Via Roma e giungere, quindi, in Piazza Moro.

 

Ripartiamo da Giuggianello in direzione di Minervino di Lecce, dove arriveremo in soli 5 chilometri. Dalla piazzetta sistemata a giardino di Minervino imbocchiamo, quindi, la strada per Uggiano la Chiesa. Poco più di un chilometro e sulla destra (c’è un cartello indicatore) potremo ammirare il dolmen “Scusi”, uno dei più belli sopravvissuti nel Salento. Una breve discesa ci porterà ad Uggiano; puntiamo, quindi, su P.za Municipio da dove potremo imboccare Via Casamasella in direzione Giurdignano. Giunti a Casamasella, una frazione di Uggiano, svoltiamo per Giurdignano a soli due chilometri e, seguendo la strada principale, ci ritroveremo davanti ad un sintomatico accostamento: un menhir e l’edicola del Calvario, fianco a fianco, a perpetuare la sacralità dei luoghi al di là ed al di sopra delle culture, delle civiltà e dei sentimenti religiosi. Una simbiosi che nel territorio di Giurdignano si estrinseca appieno, come si potrà constatare inoltrandosi per Via S. Cosmo. Un esile menhir, salvatosi miracolosamente dagli sbancamenti di una cava, sarà infatti il preludio alle imponenti rovine di Centoporte, una chiesa bizantina di primaria importanza nel Salento, forse mai completata come chiesa ma sicuramente riutilizzata come monastero fortificato; una chiara testimonianza delle prime vitalità di questa area, ben testimoniata dagli scavi di Quattro Macine di cui abbiamo già parlato. Proseguendo per la stessa strada ci ritroveremo sulla SS 16, che imboccheremo sulla destra per portarci ad Otranto.